Il Cammino del Lago d’Iseo
Sei tappe, due province, borghi d’acqua e di montagna, antiche mulattiere, uliveti, castagneti, vigneti e sentieri sospesi sul lago.
Il Cammino del Lago d’Iseo disegna un grande anello attorno alle sue rive, alternando passeggiate sul lungolago, salite panoramiche e attraversamenti di piccoli centri dove il ritmo resta autentico.
È un itinerario da percorrere senza fretta: per seguire le forme del lago, entrare nei paesi, fermarsi davanti a un porticciolo o a una chiesa di collina, osservare come il paesaggio cambi continuamente tra la Franciacorta, le sponde del lago e le Prealpi.
Al centro dell’esperienza, naturalmente, Monte Isola: una montagna che emerge dall’acqua e che rende questo cammino diverso da ogni altro.
Distanza: 100 km
Punto più alto: 1044 m
Dislivello: +3392/-3385 m
Durata: 6 tappe
Le tappe del cammino
Tappa
ISEO - SARNICO
Il Cammino del Lago d’Iseo prende il via da Piazza Garibaldi, nel cuore di Iseo, per poi seguire le rive del lago tra scorci panoramici, uliveti e paesaggi suggestivi. Il percorso attraversa la zona delle Torbiere del Sebino e raggiunge Clusane, antico borgo di pescatori conosciuto per la tradizionale tinca al forno. Tra vicoli, edifici storici e viste sull’acqua, il cammino prosegue verso le pendici del Monte Alto, dove il paesaggio cambia e lascia spazio a boschi di castagni, vigneti e sentieri immersi nel verde. Lungo il tragitto si incontrano punti panoramici che regalano prospettive sempre diverse sul lago e sulle montagne circostanti. La discesa conduce infine a Paratico, dove il Lungolago Le Chiatte e il Parco delle Erbe Danzanti accolgono i camminatori in un ambiente piacevole, ideale per concludere la prima giornata.
Sentiero CAI: 952
Punto più alto: 468 m
Distanza: 14,2 km
Dislivello: +338 m / -335 m
Durata: 4h 10 min
Tipologia di percorso:
6,4 km asfalto - 7,8 km sentiero
Punti di interesse sul percorso
Castello Carmagnola, Parco delle Erbe Danzanti e Bosco Taxodi
Tappa
SARNICO - VIGOLO
La seconda tappa parte da Sarnico e segue inizialmente il lungolago, attraversando un paesaggio caratterizzato da porticcioli, ville Liberty e scorci sull’acqua. Dopo circa sei chilometri si raggiunge Predore, borgo affacciato sul Sebino che conserva testimonianze storiche come le Terme Romane e la particolare Torre Foresti. Da qui il percorso cambia carattere e inizia a salire lungo le pendici montane, raggiungendo il Santuario di San Gregorio e il suggestivo Sentiero dei Fiori. Quest’ultimo attraversa il Corno di Predore, regalando panorami spettacolari sul lago e sulla sponda opposta. Tra boschi di castagni, mulattiere e aperture panoramiche, il cammino prosegue verso il Santuario della Madonna di Cortinica, luogo ideale per una sosta. L’ultimo tratto attraversa un ambiente più raccolto e montano, fino a raggiungere Vigolo, piccolo borgo affacciato su uno dei versanti panoramici del lago.
Sentiero CAI: 733, 731, 729, 705
Punto più alto: 633 m
Distanza: 15,8 km
Dislivello: +805 m / -357 m
Durata: 5h 35 min
Tipologia di percorso:
6,5 km asfalto - 9,3 km sentiero
Punti di interesse sul percorso
Terme Romane di Predore e Santuario della Madonna di Cortinica
Tappa
VIGOLO - RIVA DI SOLTO
La terza tappa conduce alla scoperta del versante montano del Lago d’Iseo, tra cime panoramiche, boschi e piccoli borghi. Partendo da Vigolo, il sentiero sale verso il Monte Saresano, a 962 metri di quota, prima di scendere in direzione di Parzanica, dove il centro storico offre una splendida vista sul lago. Il cammino riprende poi verso il Monte Creò, raggiungendo i 1.106 metri di altitudine e regalando ampi panorami sui versanti circostanti. Da qui inizia la discesa attraverso un fitto bosco di castagni e la suggestiva Valle di Fonteno, fino all’omonimo borgo, caratterizzato da vicoli stretti e antiche case in pietra. Attraversata la piccola frazione di Xino, il percorso segue un’antica mulattiera utilizzata per secoli come collegamento tra la montagna e il lago. L’arrivo è a Riva di Solto, affascinante borgo affacciato sulle acque del Sebino.
Sentiero CAI: 701, 723, 721, 568
Punto più alto: 1044 m
Distanza: 13,4 km
Dislivello: +678 m / -1097 m
Durata: 5h 10m
Tipologia di percorso:
3,3 km asfalto - 10,1 km sentiero
Punti di interesse sul percorso
Monte Saresano e Monte Creò
Tappa
RIVA DI SOLTO - PISOGNE
Una tappa ricca di contrasti, che alterna spettacolari paesaggi naturali, sentieri panoramici e borghi affacciati sul lago. Partendo da Riva di Solto, il cammino segue l’antica strada costiera fino all’Orrido del Bogn, dove imponenti pareti rocciose precipitano direttamente nelle acque del Sebino. Il percorso sale poi verso il Monte Clemo, seguendo un sentiero panoramico che offre scorci sul lago e sulle Prealpi. Attraversando boschi e tratti immersi nella vegetazione, si raggiunge la Gola del Tinazzo, suggestiva formazione naturale scavata dall’azione del torrente Borlezza. Il cammino prosegue attraverso Castro e Lovere, borgo caratterizzato da eleganti palazzi, vicoli storici e un vivace lungolago. Superato Costa Volpino, il paesaggio diventa più rurale, tra campi, fattorie e le rive del fiume Oglio. La tappa si conclude a Pisogne, sulla sponda settentrionale del Lago d’Iseo.
Sentiero CAI: 565 (incrocio con il 566)
Punto più alto: 466 m
Distanza: 16,9 km
Dislivello: +290 m / -300 m
Durata: 5h
Tipologia di percorso:
6,6 km asfalto - 10,3 km sentiero
Punti di interesse sul percorso
Orrido del Bogn e Parco Gola del Tinazzo
Tappa
PISOGNE - SALE MARASINO
La quinta tappa offre due modi diversi di attraversare la sponda nord-orientale del Lago d’Iseo: una variante bassa, pianeggiante e interamente affacciata sull’acqua, e una variante alta, più impegnativa ma ricca di paesaggi montani, panorami e geositi naturali. I due itinerari si ricongiungono a Marone, per poi proseguire insieme verso Sale Marasino.
Variante alta – Corna Trentapassi, Zone e Piramidi
La variante alta offre un’esperienza più montana, tra boschi, panorami e particolari formazioni geologiche. Da Pisogne il sentiero sale verso la Chiesetta di San Bartolomeo e raggiunge la Croce di Zone, da cui è possibile intraprendere una deviazione facoltativa fino alla vetta della Corna Trentapassi, con una vista spettacolare sull’intero Lago d’Iseo.
Sentiero CAI:
Punto più alto: 904 m
Distanza: 18 km
Dislivello: +928 m / -927 m
Durata: 6h 40m
Tipologia di percorso:
8,7 km asfalto - 9,3 km sentiero
Punti di interesse sul percorso
Ciclopedonale Vello-Toline ed Eremo di San Pietro
La ciclopista del lago
La variante bassa della quinta tappa permette di scoprire la sponda nord-orientale del Lago d’Iseo attraverso un percorso panoramico e prevalentemente pianeggiante. Da Pisogne si segue la pista ciclopedonale che costeggia il lago, attraversando il suggestivo tratto Vello-Toline, ricavato sull’antica strada costiera oggi chiusa al traffico automobilistico. Il percorso si snoda ai piedi della Corna Trentapassi, tra gallerie, pareti rocciose e scorci sull’acqua, fino a raggiungere Vello, piccolo borgo caratterizzato da case-torri dai colori pastello. Proseguendo verso Marone, il cammino si ricongiunge alla variante alta e risale l’abitato lungo un’antica mulattiera fino all’Eremo di San Pietro, situato su uno sperone roccioso con vista sul lago. Da qui si percorre uno dei tratti più suggestivi dell’Antica Strada Valeriana, tra muri a secco e mulattiere acciottolate, fino a raggiungere Sale Marasino e la Chiesa Parrocchiale di San Zenone.
Sentiero CAI: 205, 235/A, 264/A
Punto più alto: 299 m
Distanza: 13,8 km
Dislivello: +138 m / -160 m
Durata: 4h 15 min
Tipologia di percorso:
3,7 km sentiero - 10,1 km strada asfaltata
Punti di interesse sul percorso
Ciclabile Vello – Toline
Tappa
SALE MARASINO - ISEO
L’ultima tappa del Cammino del Lago d’Iseo conduce alla scoperta di Monte Isola, raggiungibile in traghetto da Sale Marasino. Sbarcati a Carzano, il percorso attraversa piccoli borghi, uliveti e antiche mulattiere, passando per Novale, Olzano e Siviano, tra scorci panoramici e testimonianze della tradizione locale. Il cammino prosegue verso Menzino, dove si incontra la Rocca Martinengo, e scende fino a Sensole, prima di seguire la suggestiva passeggiata degli ulivi verso Peschiera Maraglio. Completato il giro dell’isola, si torna sulla terraferma per affrontare l’ultimo tratto del viaggio. Attraversando Sulzano, il percorso risale verso la Chiesa di San Fermo e prosegue lungo l’Antica Strada Valeriana fino a Pilzone. Da qui si segue nuovamente il lago, attraversando Covelo e raggiungendo Iseo. L’arrivo in Piazza Garibaldi, punto di partenza della prima tappa, chiude il cammino.
Sentiero CAI: n. 2 a Monte Isola
Punto più alto: 392 m
Distanza: 22 km
Dislivello: +598 m / -596 m
Durata: 6h 45 m
Tipologia di percorso:
14,5 km asfalto - 7,5 km sentiero
Punti di interesse sul percorso
Rocca Martinengo e Antica Strada Valeriana
La prima tappa prende avvio da Piazza Garibaldi, nel cuore di Iseo, dove dal 1883 si trova la prima statua eretta in Italia in onore dell’Eroe dei Due Mondi. È un punto di partenza simbolico e centrale, a pochi passi dal porto Gabriele Rosa e dall’imbarcadero.
Lasciata la piazza, si raggiunge il porto e si imbocca il camminamento alla sinistra dell’imbarcadero. Il lago si presenta subito, aperto e luminoso: la prima di molte immagini che accompagneranno il viaggio.
Uscendo dal centro storico in direzione sud, il percorso raggiunge via Colombera, una strada secondaria dal carattere quieto, stretta tra la Riserva Naturale delle Torbiere del Sebino, sulla sinistra, e il lago con l’area delle Lamette, sulla destra. All’altezza del civico 16, sulla destra, ci si immette in una stradina sterrata che sale dolcemente, mantenendo il lago sempre nello sguardo.
Camminando tra gli ulivi, si raggiunge a breve uno storico edificio, detto “Baluardo”, che si costeggia camminando all’esterno dell’antico muro di cinta, fino a superarlo e scendere verso la strada costiera. Si svolta a destra in direzione Clusane d’Iseo, immettendosi nella pista ciclopedonale. Dopo circa 500 metri, si svolta nuovamente a destra e ci si immette in via Delle Santelle. Attraversando il piccolo nucleo di case dalla posizione privilegiata, si gode nuovamente della vista del lago e delle montagne che lo cingono in un abbraccio.
Si torna per un altro breve tratto sulla strada costiera, fino all’imbocco, sulla destra, del passaggio ciclopedonale che conduce al nucleo storico di Clusane d’Iseo e al suo lungolago.
Antico borgo di pescatori, Clusane è conosciuto come il “Paese della Tinca al Forno”, piatto tipico lacustre che, dagli anni sessanta del secolo scorso, attira ogni anno migliaia di visitatori.
Dal sagrato della Chiesa Vecchia, edificio di origine romanica risalente all’XI secolo, il lago sembra invitare a sé. Un passaggio pedonale conduce al lungolago, dove lo sguardo incontra, sulla sinistra, il profilo imponente del Castello Carmagnola, risalente al XIV secolo.
Alla fine del lungolago, si risale il borgo lungo via San Rocco e si torna su via Risorgimento, che si attraversa, proseguendo in via Mirabella.
La strada sale tra ville, vigneti e terreni coltivati. All’uscita dall’abitato l’asfalto lascia spazio allo sterrato e il paesaggio si apre nuovamente: è un punto ideale per una breve sosta e per osservare la riva meridionale del lago da un’altra prospettiva.
Il tracciato entra poi nel bosco. Attraversato un campo coltivato, si raggiunge il sentiero CAI 952, che risale il Monte Alto. Tra saliscendi, castagni, un rudere rurale e vigneti, il cammino porta a un roccolo panoramico sopra Paratico. Qui il lago torna protagonista, visto dall’alto e incorniciato dal verde.
Si lascia il CAI 952, che prosegue a sinistra, e si segue a destra la direzione Lago d’Iseo/Capriolo/Paratico. Dopo circa mezz’ora di sentiero prevalentemente pianeggiante, con alcuni tratti che possono risultare fangosi, si raggiunge la Chiesetta degli Alpini di Capriolo.
Il percorso prosegue in discesa verso una fattoria tra i vigneti, dove non è raro incontrare animali liberi nell’aia. Attraversata una piccola zona produttiva e, successivamente, un’area residenziale, si arriva al Parco Comunale di Paratico. Situato in posizione collinare, è un luogo perfetto per fermarsi qualche minuto all’ombra, su una panchina con vista sul lago.
Una scalinata riporta infine alla riva. Il Lungolago Le Chiatte e il Parco delle Erbe Danzanti segnano il traguardo della prima tappa, in un ambiente aperto e vivace, ideale per concludere la giornata.
Dopo una pausa o prima della ripartenza, merita una visita il vicino Bosco dei Taxodi: un angolo inatteso, gratuito e facilmente raggiungibile, dove grandi cipressi calvi disegnano uno scenario quasi sospeso tra acqua e vegetazione.
Il ponte tra Paratico e Sarnico non collega soltanto due sponde: segna anche il passaggio dalla provincia di Brescia a quella di Bergamo. Da qui prende avvio la seconda tappa, che nei primi chilometri segue il lago con andamento quasi completamente pianeggiante.
Una passeggiata di circa sei chilometri conduce da Sarnico a Predore. È un tratto da vivere con calma, tra porticcioli, ville, scorci d’acqua e architetture che raccontano la storia di questa parte del Sebino.
A Sarnico si incontrano i celebri Cantieri Riva, noti in tutto il mondo per la costruzione di motoscafi diventati emblema di stile ed eleganza. Poco più avanti, meritano attenzione Villa Faccanoni e Villa Surre, due delle ville Liberty della località, progettate dall’architetto Giuseppe Sommaruga per la famiglia Faccanoni.
Il borgo di Predore, esposto al sole e raccolto lungo la riva, sorprende per la varietà dei suoi luoghi: la singolare Torre Foresti, spezzata verticalmente; la maestosa Villa Lanza; il porticciolo; l’area archeologica con le Terme Romane. È l’ultimo tratto disteso prima di affrontare una delle salite più impegnative dell’intero cammino.
Da Predore il sentiero sale con decisione, ma la fatica viene accompagnata da panorami sempre più ampi. Il Santuario di San Gregorio offre uno dei primi punti di osservazione privilegiati sul lago. Dopo circa mezz’ora, la mulattiera raggiunge le ultime baite; sul lato sinistro inizia il Sentiero dei Fiori, CAI 733.
È uno dei passaggi più spettacolari dell’itinerario. Il sentiero attraversa orizzontalmente il Corno di Predore, al di sopra delle falesie, offrendo una prospettiva ampia sul Lago d’Iseo: da Predore a Clusane, fino alla Riserva Naturale delle Torbiere del Sebino e alla sponda orientale.
Dopo circa un’ora si raggiunge Ca’ del Monte, baita in posizione straordinaria, affacciata sul lago. Qui termina il Sentiero dei Fiori e inizia il territorio di Tavernola Bergamasca. Si ignorano le indicazioni per Punta Alta e si prosegue a destra, in discesa, verso la Casetta del Monte.
Accanto alla casa, una staccionata delimita una proprietà privata. Il passaggio per i camminatori avviene sollevando l’asse rimovibile posta all’inizio della staccionata. Superata la recinzione, si scende a destra costeggiando il campo coltivato fino a raggiungere, sulla sinistra, il viale di accesso a un’altra baita.
Lo si imbocca, lasciando la strada carrabile diretta a Tavernola Bergamasca. Quando la strada curva a sinistra, il percorso entra a destra in un bosco di felci e castagni, seguendo il sentiero CAI 731.
Il tracciato alterna ombra e aperture panoramiche. Monte Isola, vista da qui, sembra vicinissima: una presenza costante, quasi una meta anticipata. La discesa conduce alla località Bianica e poi alla grande scalinata del Santuario della Madonna di Cortinica.
La terrazza panoramica, il porticato, le panche e la fontanella invitano a una pausa prima dell’ultimo tratto. Alle spalle del santuario, il cammino riprende sul sentiero CAI 729 in direzione Vigolo.
Il sentiero scende nel bosco, attraversa un piccolo guado con cascatella e risale poi lievemente fino a incontrare, presso una bacheca, la mulattiera CAI 705. L’ultimo tratto conduce a Vigolo in circa venti minuti: il borgo appare raccolto e montano, affacciato su uno dei versanti più panoramici del lago.
La giornata comincia a Vigolo, magari con una colazione affacciata sul lago, prima di rimettere lo zaino in spalla. Attraversato il borgo, si raggiunge la Chiesa Parrocchiale e, poco oltre, l’imbocco del sentiero CAI 701, diretto al Monte Saresano.
La salita richiede circa un’ora e porta alla vetta del Monte Saresano, a 962 metri di quota. La cima, dalla forma morbida e arrotondata, offre una pausa naturale prima della discesa lungo il sentiero CAI 723 verso Parzanica.
Vale la pena deviare brevemente fino al centro storico del paese. Dal sagrato della Chiesa Parrocchiale si apre una vista molto ampia sul lago, in grado di restituire l’idea della strada già percorsa e di quella ancora da affrontare.
Tornati sul tracciato, si imbocca il sentiero CAI 721, che in poco più di mezz’ora porta sulla cresta del Monte Creò, che, a 1.044 metri sul livello del mare, è il punto più alto dell’intero cammino.
. Qui lo sguardo può spaziare sui due versanti; poi si inizia la discesa lungo il sentiero CAI 568 in direzione Fonteno.
Il cammino attraversa un fitto e suggestivo bosco di castagni, per poi proseguire su una strada agro-silvo-pastorale nella fresca Valle di Fonteno. Il paesaggio cambia ancora: l’ambiente lacustre lascia spazio a una dimensione più montana, rurale e raccolta.
Fonteno è un borgo dall’impronta alpina, fatto di vicoli stretti, case-torri e scorci in pietra. Il suo cuore è Piazza Ongaro, dove si trova anche una fontana di acqua potabile. Chi desidera aggiungere una breve esperienza panoramica può salire lungo via Campello: in circa trenta minuti si raggiunge la Panchina Gigante Riva di Solto-Fonteno.
Il cammino principale torna invece sui propri passi e scende verso l’intima frazione di Xino. Qui inizia l’antica mulattiera che per secoli ha collegato la montagna al lago, utilizzata per gli spostamenti quotidiani, gli scambi e le attività agricole.
Dopo circa un’ora di discesa si raggiunge la strada costiera. Attraversata la carreggiata, si entra a Riva di Solto, borgo elegante e raccolto, spesso indicato dai visitatori internazionali come uno degli angoli più romantici del Lago d’Iseo.
Arrivati nella piazzetta sul lungolago, si può finalmente brindare: la terza tappa è conclusa e con essa si raggiunge la metà dell’intero cammino.
Chi pernotta in collina può aggiungere una breve passeggiata fino alla Chiesa di Zorzino. Dal sagrato, la Corna Trentapassi — con i suoi tre picchi caratteristici — si mostra in tutta la sua riconoscibile imponenza.
La quarta tappa riparte dalla piazza del porto di Riva di Solto e si dirige verso nord lungo uno dei tratti più scenografici dell’intero lago. Il lungolago accompagna verso la passeggiata degli ulivi e la vecchia strada costiera, oggi sostituita per il traffico veicolare dalla galleria interna.
Si oltrepassa una piccola spiaggia, animata in estate da food truck, ombrelloni e lettini, e si entra in una breve galleria. All’uscita il paesaggio cambia improvvisamente: davanti si apre l’Orrido del Bogn.
Dal ponte si osservano le grandi pareti rocciose verticali che precipitano nel lago e la baia sottostante, dove l’acqua passa dal verde al blu in infinite sfumature. È uno dei luoghi più riconoscibili del Sebino, meta di escursionisti, bagnanti, fotografi e naviganti.
Si prosegue fino al termine dell’area pedonale, delimitata da un guardrail. Da qui occorre prestare particolare attenzione: si percorre per un breve tratto la strada costiera, stretta e priva di marciapiede, fino a individuare sul lato opposto una santella accanto alla quale inizia il sentiero.
Attraversata la strada, il percorso entra nella vegetazione e sale con pendenza decisa, costeggiando dall’alto le pareti dell’Orrido. I punti panoramici lungo la salita offrono buone ragioni per fermarsi, respirare e guardare indietro.
Dopo circa un’ora si raggiunge il sentiero CAI 565, l’Anello del Monte Clemo, conosciuto localmente come “La Panoramica”. Si svolta a destra e si prosegue su un tracciato prevalentemente pianeggiante, mosso da lievi saliscendi e aperture improvvise sul lago.
In corrispondenza del secondo bivio, presso l’incrocio con il sentiero 566 per località Grè, la vegetazione si dirada e il panorama si apre completamente. Il lago e le Prealpi accompagnano a lungo il cammino, mentre più in basso compare Lovere.
Rientrati nel bosco, si continua in discesa lungo il CAI 565 fino alla Cappella del Colet. Si scende a sinistra e poi subito a destra, seguendo le indicazioni per Castro-Lovere.
Poco dopo, il percorso raggiunge la Gola del Tinazzo, modellata nel corso dei millenni dalla forza del torrente Borlezza. Due grandi pareti rocciose, alte oltre quaranta metri, incorniciano il passaggio. Sulla destra sono presenti alcune pareti attrezzate per l’arrampicata; davanti, invece, si apre la vista sull’abitato di Castro.
Il centro storico di Castro è fatto di vicoli silenziosi che scendono verso il lago. Il lungolago, luminoso e ventilato, merita una passeggiata senza fretta. Una breve deviazione verso l’ingresso sud del paese conduce al ponte sotto cui il torrente Tinazzo entra nel lago. Qui una terrazza con pini marittimi e panchine permette di osservare l’orrido di Castro; su un piedistallo si trova anche un libro in bronzo con versi del poeta Raul Montanari, originario del paese.
Il cammino riprende verso nord. Dopo aver attraversato un’importante zona industriale, si raggiunge il porto turistico di Lovere. Inserita tra i Borghi più Belli d’Italia, Lovere unisce palazzi signorili, scorci porticati, testimonianze artistiche e una vivace dimensione di paese affacciato sull’acqua.
È una tappa nella tappa: vale la pena dedicare un po’ di tempo al centro storico, ai suoi palazzi e al lungolago. E, se la giornata lo consente, anche a una sosta al Caffè Centrale per assaggiare il suo rinomato gelato.
L’ultimo comune attraversato è Costa Volpino, realtà formata da sette borghi distribuiti tra il lago e i pendii montani. Il percorso costeggia le rive del fiume Oglio, che proprio qui confluisce nel Lago d’Iseo.
Il paesaggio si fa particolarmente rurale. Campi, fattorie e spazi aperti accompagnano gli ultimi chilometri fino a Pisogne, dove la tappa si chiude con lo sguardo rivolto a uno dei tramonti più suggestivi del lago.
La quinta tappa offre due modi diversi di attraversare la sponda nord-orientale del Lago d’Iseo: una variante bassa, pianeggiante e interamente affacciata sull’acqua, e una variante alta, più impegnativa ma ricca di paesaggi montani, panorami e geositi naturali. I due itinerari si ricongiungono a Marone, per poi proseguire insieme verso Sale Marasino.
Variante alta – Corna Trentapassi, Zone e Piramidi
La variante alta offre un’esperienza più montana, tra boschi, panorami e particolari formazioni geologiche. Da Pisogne il sentiero sale verso la Chiesetta di San Bartolomeo e raggiunge la Croce di Zone, da cui è possibile intraprendere una deviazione facoltativa fino alla vetta della Corna Trentapassi, con una vista spettacolare sull’intero Lago d’Iseo. Il percorso principale scende invece verso Zone e attraversa la Riserva delle Piramidi di Terra, dove l’erosione ha modellato singolari colonne naturali. Tra sentieri, ruscelli e paesaggi rurali, il cammino raggiunge Monte Marone e scende fino al centro storico di Marone. Qui le due varianti si ricongiungono e il percorso prosegue verso l’Eremo di San Pietro, affacciato sul lago. L’ultimo tratto segue l’Antica Strada Valeriana e una mulattiera acciottolata, conducendo fino a Sale Marasino, dove la tappa si conclude nei pressi della Chiesa di San Zenone.
Variante bassa — La ciclopista del lago
La variante bassa segue una pista ciclopedonale di circa dieci chilometri che collega Pisogne a Marone. Essa include il tratto Vello-Toline, spesso indicato come una delle ciclopedonali più suggestive della Lombardia.
Il percorso occupa l’antica strada costiera, chiusa da tempo al traffico automobilistico. Si snoda ai piedi della Corna Trentapassi, tra gallerie, pareti rocciose e tratti letteralmente sospesi tra montagna e lago.
La ciclopedonale termina a Vello, piccolo borgo lacustre riconoscibile per le case-torri dai colori pastello e per la sua atmosfera discreta, ancora legata alla dimensione del lago.
Le due varianti si ricongiungono sul lungolago di Marone, dove, tra le sedute panoramiche e l’acqua a pochi passi, è difficile non fermarsi ancora qualche minuto.
Il percorso attraversa il Parco Rosselli e raggiunge via Roma, la strada costiera. Sul lato opposto, il cammino risale l’abitato prima lungo strade asfaltate e poi lungo un’antica mulattiera, via Garibaldi, fino all’Eremo di San Pietro. L’edificio sorge su uno sperone roccioso con un’ampia vista sul lago.
Dall’eremo si scende verso Sale Marasino seguendo uno dei tratti più belli dell’Antica Strada Valeriana e, a seguire, una mulattiera acciottolata affiancata da un antico muro a secco, che termina in località Carebbio, in corrispondenza della ferrovia.
Attraversati i binari, si entra nel centro storico di Sale Marasino fino alla Chiesa Parrocchiale di San Zenone, riconoscibile per la scenografica scalinata che conduce verso il lago. Qui si conclude la quinta tappa.
L’ultima tappa è anche quella che aggiunge al cammino il suo elemento più sorprendente: Monte Isola, una vera montagna che emerge dall’acqua nel cuore del Lago d’Iseo.
Monte Isola si raggiunge con il traghetto di linea, in partenza dall’imbarcadero n. 1. La breve navigazione è già parte dell’esperienza: il lago cambia prospettiva e le rive percorse nei giorni precedenti si osservano ora dall’acqua.
Sbarcati a Carzano, si imbocca il vicolo di fronte all’imbarcadero e si sale verso Novale. Carzano e Novale, ogni cinque anni, diventano protagonisti della Festa di Santa Croce, celebrazione mariana che trasforma i due borghi con migliaia di fiori di carta realizzati dalla comunità locale.
Novale è un piccolo agglomerato di case dalla disposizione quasi teatrale, simile a un presepe. Il passaggio richiede rispetto e discrezione: si attraversa un luogo ancora pienamente abitato, dove la quotidianità conserva una dimensione lenta e raccolta.
Oltre il borgo, una mulattiera sale tra muretti a secco e uliveti. Monte Isola ospita circa 14.000 ulivi, da cui nasce un olio apprezzato per le sue caratteristiche organolettiche e per il legame profondo con il paesaggio dell’isola.
Dopo circa quindici minuti si raggiunge Olzano. Da qui, per chi desidera aggiungere una variante, parte il percorso per il Santuario della Madonna della Ceriola, posto sulla sommità dell’isola. In circa un’ora di cammino si arriva a uno dei punti panoramici più ampi dell’intero Lago d’Iseo, con una visuale a 360 gradi.
Il cammino principale scende verso Siviano, raggiungibile in circa trenta minuti. Durante la discesa, sulla destra compare l’Isola di Loreto: privata e visitabile solo eccezionalmente, è diventata una delle immagini più iconiche del lago.
Siviano, sede comunale di Monte Isola, accoglie i camminatori con la sua imponente chiesa parrocchiale e con una trama di vicoli medievali stretti e suggestivi. Dalla piazzetta centrale si può sostare ammirando il panorama oppure scendere a Siviano Porto, dove si trova il Museo della Rete e della Memoria, dedicato alla tradizione della pesca e alla lavorazione delle reti.
Si prosegue lungo il periplo dell’isola fino a Menzino, dove si incontra la Rocca Martinengo, castello medievale del XIV secolo e proprietà privata. La torre circolare, ben conservata, caratterizza il profilo meridionale di Monte Isola.
Da Menzino si scende di nuovo verso il lago, raggiungendo il porticciolo di Sensole. Qui inizia la celebre passeggiata degli ulivi verso Peschiera Maraglio, un tratto che ha ispirato pittori, fotografi e viaggiatori nel corso del tempo.
Sulla destra si osserva l’Isola di San Paolo, anch’essa privata. Il cammino arriva quindi a Peschiera Maraglio, principale centro turistico dell’isola, con piccoli negozi, ristoranti, bar e il caratteristico lungolago punteggiato dai naècc, le tradizionali imbarcazioni in legno dei pescatori.
Da Peschiera Maraglio si può tornare a Carzano lungo la strada costiera oppure scegliere il sentiero n. 2, che corre nel bosco parallelamente alla riva. Completato il giro dell’isola, il traghetto riporta a Sale Marasino.
Una volta sbarcati, si svolta a destra e si segue il lungolago fino all’altezza di un hotel. Attraversata la strada costiera, si inizia una breve salita lungo la via che costeggia l’albergo. Dopo circa quindici minuti, si svolta a destra su una mulattiera che sale dolcemente verso la località Riva.
Il percorso continua seguendo la segnaletica e scende fino all’imbocco di un sentiero indicato “Sulzano”. Lo si percorre fino all’incrocio con via Fontane, che si attraversa. Si scende leggermente a destra e subito dopo si svolta a sinistra, entrando in una piccola valletta che segna il confine tra i comuni di Sale Marasino e Sulzano.
Il tracciato raggiunge un passaggio a livello. Attraversatolo, si scende alla strada costiera. Poco distante, a destra, un attraversamento pedonale conduce a una piccola spiaggia: in estate può essere una pausa rinfrescante; nelle altre stagioni, un luogo silenzioso da cui osservare Monte Isola da uno dei punti più ravvicinati della terraferma.
Si torna sulla costiera e si prosegue a destra fino al semaforo. Mantenendo la destra, si scende al porto di Sulzano. Da qui si attraversa il borgo storico fino a un secondo porticciolo, dove il pontile è incorniciato da un viale di tigli.
La strada sale naturalmente verso l’abitato, attraversa nuovamente la costiera e supera il passaggio a livello e la Chiesa Parrocchiale. Seguendo le indicazioni per San Fermo, si raggiunge la chiesa lungo una mulattiera acciottolata, curata e immersa tra muri in pietra, giardini e uliveti.
Dopo una breve sosta panoramica, si prosegue a destra lungo la strada asfaltata. In corrispondenza di una piscina panoramica, si imbocca alle sue spalle l’Antica Strada Valeriana, che accompagna fino a Pilzone con un continuo susseguirsi di aperture sul lago.
Pilzone segna la conclusione — e al tempo stesso l’inizio — di questa antica via pedemontana, ancora oggi molto frequentata da residenti e visitatori. Giunti a Largo Caduti del Mare, dove si trova anche una fontana, si attraversa la strada costiera all’altezza della chiesa parrocchiale e si scende verso il lago, evitando il traffico di via Fenice.
Il percorso segue la riva fino a un cantiere nautico, dove si svolta a destra in via Caproni. La strada corre parallela alla costiera e alla ferrovia, accompagnando il cammino verso Covelo e l’ingresso settentrionale del Comune di Iseo.
Si percorre via Roma fino alla prima rotatoria, si svolta a destra e si scende, superando il passaggio a livello, l’ospedale e i Giardini Garibaldi. L’ultimo tratto segue il lungolago Marconi fino al porto Gabriele Rosa e a Piazza Garibaldi.
Qui, dove tutto era iniziato, il Cammino dei Borghi Riflessi si chiude: sei tappe, un’intera circonferenza di paesaggi e la sensazione concreta di aver conosciuto il lago non soltanto guardandolo, ma attraversandolo passo dopo passo.
La credenziale del cammino
Il passaporto del viaggiatore per raccogliere timbri, ricordi e tappe vissute lungo il Cammino dei Borghi Riflessi.
La credenziale accompagna ogni camminatore lungo il percorso e viene timbrata nelle diverse tappe del cammino.
È uno strumento utile per testimoniare l’esperienza, ma anche un ricordo da conservare: un piccolo diario di viaggio che racconta i borghi attraversati, i paesaggi incontrati e il cammino compiuto attorno al lago d’Iseo.
Qui, dove tutto era iniziato, il Cammino del Lago d’Iseo si chiude...
Sei tappe, un’intera circonferenza di paesaggi e la sensazione concreta di aver conosciuto il lago non soltanto guardandolo, ma attraversandolo passo dopo passo.