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Lista Attività

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Pisogne

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Pisogne è spesso storicamente citata in contrapposizione con Lovere che le sta di fronte sull’altra sponda del lago, e a testimonianza ci citano le lotte medievale tra bergamaschi e bresciani.

Altro retaggio medievale tipico di Pisogne è la leggenda delle streghe risalente al tardo medioevo quando la leggenda nara che, dopo esser state ricnhiuse nella bella ‘Torre del vescovo’ in piazza del mercato, furono arse vive.

Ai giorni nostri invece rimangono di sicure le bellezze architettoniche della piazza principale i vicoli del borgo e le porte medievali e sopratutto la chiesa della pieve di Santa Maria della neve che custodisce un importante ciclo di affreschi di Girolamo de Romano, detto il Romanino, del quale Giovanni Testori racconta:

« Guardate quassù le sibille se non sembrano donne che tornino con le loro gerle dai boschi. […] Pisogne per forza poetica tiene alla Sistina, ne è come l’alterità, l’altro modo di vivere il cristianesimo, Qui c’è un modo di viverlo più umile, più da eroismo popolare e montagnardo, più dialettale. Romanino qui fa il controcanto della parola che si fa carne, infatti prende la carne di un popolo, di una valle e ne fa verbo figurativo. », definendo questa pieve come “La cappella Sistina dei poveri”.

[da wikipedia]:

Già abitato in epoca preistorica, nel Medioevo fu un importante centro commerciale fra la Valle Camonica ed il Sebino. Nell’813 il Vescovo di Verona Rataldo possedeva proprietà in Valcamonica, tra cui Pisogne.[6] Il 10 agosto 1132 Pisogne, tramite una bolla di papa Innocenzo II, viene donata al monastero di San Faustino e Giovita di Brescia.[6]

Trovandosi nel mezzo della guerra tra Bresciani e Bergamaschi per la conquista dei castelli di Volpino, nel 1199 verrà incendiata e distrutta dai Bergamaschi.[6] Il 6 marzo 1206 la famiglia Avogadro riceve dal vescovo di Brescia Giovanni da Palazzo l’investituta della corte di Cemmo, Mù, Pisogne e Gratacasolo.[7]

Nel 1229 è per la priva volta citato il mercato di Pisogne.[6] Nel 1287 la grande ribellione camuna guidata dai Federici e dei Celeri contro Brescia porta alla devastazione di Pisogne e all’uccisione di parecchi guelfi ivi residenti. A seguito di questo fatto la cittadina venne fortificata tra il XII ed il XIII secolo e concessa alla nobile famiglia Brusati.[8]

Nel 1291 Tebaldo Brusati è proclamato signore della città.[8] Giovedì 19 giugno 1299 Cazoino da Capriolo, camerario del vescovo di Brescia Berardo Maggi, dopo aver visitato le pievi di Edolo, Cemmo, Cividate ed esser tornato a Brescia, giunge a Pisogne per continuare la stesura dei beni vescovili in Valle Camonica. Qui il console della vicinia di Pisogne, di Pontasio, Grignaghe, Fraine e Toline giurano secondo la formula consueta fedeltà al vescovo, e pagano la decima dovuta.[9]

Confermano al vescovo di Brescia notevoli privilegi: che gli oneri della difesa del borgo siano a spese dei pisognesi, che non venisse costruita nella cinta muraria tutim vel domum de batallia seu fortezam, e la concessione dell’esercizio della giustizia civile e criminale. Questa comportaba facoltà di infliggere qualsiasi pena agli abitanti di Pisogne:[10]

 

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