Il complesso del Vanzago


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Il complesso del Vanzago si trova a sud-ovest di Paratico, sulla strada che porta a Capriolo. Su quest’area probabilmente si ergeva in età comunale un castello che faceva parte di un sistema difensivo fortificato che a partire dalla vicina rocca Lantieri di Paratico si snodava sulla riva sinistra del fiume Oglio, da Mussiga fino a Palazzolo.

Il castello fu coinvolto negli scontri fra guelfi e ghibellini e, avendo parteggiato per Federico II, fu abbattuto dalle milizie bresciane nel 1241. In seguito la struttura venne probabilmente restaurata per essere riconvertita in parte a residenza e in parte per usi agricoli.

Nel 1836 Luigi Girolamo Allegri, figlio adottivo del marchese Solza, vendette il complesso al monaco benedettino don Ambrogio Cacciamatta, il quale decise di ritirarvisi in seguito alla soppressione degli ordini religiosi. Nel suo testamento del 1 ottobre 1846 il frate specificò che il Vanzago sarebbe dovuto diventare un ospedale diretto e amministrato dall’Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio, chiamato anche Fatebenefratelli, e che le finalità assistenziali avrebbero coperto il territorio comprendente i comuni di “Iseo, Tavernola, Vigolo, Parzanica, Nigoline, Camignone, Monticelli e Timoline”.

Pare che il nome Vanzago significhi “villaggio vicino all’acqua” e che sia stato dato a questa zona, ricordata con questo nome almeno dal XVII secolo, in virtù della presenza di alcune sorgenti d’acqua di ottima qualità. Il frate benedettino scelse questo luogo per la costruzione dell’ospedale anche per le proprietà di quest’acqua, favorevole alla cura della calcolosi renale.

I Fatebenefratelli ottennero l’autorizzazione all’apertura dall’Impero austriaco e il Convento-ospedale venne inaugurato il 31 luglio 1850. Nel 1866 l’Ordine degli Ospedalieri fu soppresso. Venendo quindi a mancare una legale rappresentanza per gestire l’ospedale, fu istituita una commissione laica per la sua amministrazione, contro la quale i religiosi intrapresero una vana battaglia legale. I frati furono costretti a lasciare definitivamente il Vanzago nel 1873. In seguito l’ospedale si occupò della sola opera assistenziale e nel 1970 venne chiuso, pur mantenendo la denominazione di Pia opera ospedale A. Cacciamatta.

L’attuale complesso edilizio si articola in cinque ali attorno a due corti e, lungo il lato meridionale, in un grande giardino racchiuso su tre lati da un muro di cinta con due torrette circolari angolari.

Nel corpo centrale, posto a settentrione della corte sud, sono individuabili tre corpi di fabbrica quattrocenteschi, uno dei quali conserva tracce di affreschi esterni.

L’intero complesso fu oggetto nel XVIII secolo di una riorganizzazione generale: venne definita la chiara distinzione tra il settore signorile, raccolto intorno alla corte sud e prossimo al brolo, e la parte rustica coincidente con la corte nord che fu dotata di vaste barchesse su robusti pilastri in pietra.

A questa fase sono da attribuire nell’ambito del settore nobile i corpi porticati con colonne in arenaria e archi policentrici realizzati su tre lati della corte. Allo stesso periodo risale la sistemazione monumentale del giardino ornato al centro da una grande voliera.

Un campanile quadrato svetta da uno degli angoli del complesso. Le fonti attestano che almeno dal 1620-1630 era in uso una chiesetta, nella quale l’8 marzo veniva festeggiato, dal 1850 al 1930 circa, san Giovanni fondatore dei Fatebenefratelli. Ai festeggiamenti partecipavano gli scalpellini di Paratico e dei paesi confinanti. All’interno della sagrestia una lapide ricorda l’opera del Cacciamatta.

La conversione a uso ospedaliero determinò la costruzione di nuovi edifici e la sistemazione del giardino che divenne uno spazio per lo svago dei degenti. Da alcuni anni il complesso è sottoposto ad interventi di ristrutturazione edilizia e alcune ali sono ora adibite a residenze.

 

Angelo Valsecchi

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