San Giorgio Martire a Ceratello


Nel 1738, con decreto di papa Clemente XII, Ceratello venne staccata dalla parrocchia di Qualino e San Giorgio assunse dignità parrocchiale. Già nel 1737 era stata edificata una nuova chiesa, a sostituire un più piccolo edificio precedente.

La chiesa di San Giorgio martire si trova in posizione sovrastante il paese, sul colle dove anticamente doveva trovarsi un castello, e vi si accede da una scenografica scalinata, realizzata tra il 1937 e il 1939. L’impianto trova qualche affinità con quello delle chiese di Flaccanico e Qualino. L’esterno si presenta di linee semplici, con un porticato voltato in facciata, aperto su tre arcate sorrette da colonnine in arenaria. La parte superiore, conclusa da un timpano curvilineo, è scandita da due plastici cornicioni e ritmata da paraste.

L’interno è a navata unica, scandita da lesene, con fregio e cornice su cui si imposta la volta a botte. Sulla finestra della controfacciata è collocata una vetrata del 1917 raffigurante San Giorgio. La decorazione figurativa delle volte venne realizzata nel 1965 dal pittore Angelo Bonfanti, autore dei medaglioni con San Pietro e San Paolo e il Sacro Cuore di Gesù nella navata e del Santissimo Sacramento, nel presbiterio.

Su ciascuna parete si aprono due arcate. A sinistra si trova il battistero, con cancellata in ferro seicentesca, seguito lungo la navata dal pulpito ligneo ottocentesco. Si apre poi la cappella con l’altare dei Santi Antonio e Fermo, con paliotto e mensole in marmo nero e intarsi policromi e un medaglione con Sant’Antonio abate. La pala settecentesca, di ambito bresciano, raffigura la Madonna con il Bambino e i santi Antonio di Padova e Fermo. Fermo era invocato a protezione delle attività agricole, come si vede dallo scorcio naturalistico e dalla presenza degli animali.

A destra, nella prima campata, una nicchia contiene la statua novecentesca della Vergine Addolorata. L’organo è uno strumento della ditta Bossi della metà del XIX secolo. Segue il settecentesco complesso dell’altare della Madonna del Rosario; qui aveva anche sede l’omonima confraternita istituita il 20 settembre 1738. Il paliotto è composto da intarsi policromi e motivi floreali, con l’immagine centrale della Madonna del Rosario. L’edicola marmorea con Cherubini angeli, databile al 1745, della bottega dei Fantoni di Rovetta, ora contiene un rilievo dello scultore Aurelio Bertoni raffigurante la Maternità (2009). Per l’altare i Fantoni realizzarono in seguito, nel 1783, anche una statua vestita della Madonna del Rosario. Sulla parete sono visibili i Misteri del Rosario di ambito locale del XVII secolo. Come riferiscono gli atti d’archivio, la devozione degli abitanti di Ceratello alla Madonna si legava anche a un voto della comunità per la protezione dalle scorribande di truppe straniere che la Vergine aveva concesso alla comunità nel 1706 durante la guerra di successione spagnola.

Ai lati dell’ingresso del presbiterio si trovano due tabernacoli settecenteschi per gli oli santi in marmo nero e intarsi. L’altare maggiore in marmi policromi reca nel paliotto i simboli del culto eucaristico ed è sovrastato da una tribuna con colonnette e figure di Angeli contenente il tabernacolo. Sulla parete di fondo una grandiosa cornice lignea di pieno Seicento, molto simile a quella della chiesa di Flaccanico, con colonne e timpano spezzato; sui fianchi vi sono le statue di San Giorgio e di un Santo Papa. La tela della Madonna col Bambino e i santi Giorgio e Rocco, è una modesta opera di ambito bresciano databile alla seconda metà del XVI secolo.

Francesco Nezosi

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