1° tratto: Pilzone – Tassano


Pilzone d’Iseo, situato tra il Montecolo ed il salto roccioso sopra il quale l’occhio attento scorge la sommità del campanile di S. Fermo (lontano dal percorso), è punto di partenza dell’Antica Strada Valeriana. Nelle vicinanze della chiesa parrocchiale, dedicata ai Santi Pietro e Paolo, si trova piazza Basilio Cittadini da cui si muovono i primi passi per il viaggio nel tempo e nelle bellezze uniche del Sebino bresciano. Salendo, sulla sinistra, s’imbocca via Volontari del Sangue dove, tra le ultime abitazioni, si aprono panorami sul Montecolo e sul basso Sebino. Dopo una decina di minuti si attraversa il torrente Vaglio, un modesto corso d’acqua che si origina poco sotto Punta dell’Orto. Da qui inizia un tratto pianeggiante cementato ed attrezzato per la percorrenza dei disabili. Ai lati, esemplari di castagno e nocciolo fanno da cornice alle vedute sulle Prealpi bergamasche e sull’isola lacustre più grande d’Europa, Monte Isola, che accompagnerà per gran parte dell’Antica Strada. Superata la “Casa Rossa” si attraversa una piccola zona boscata, nella quale si possono riconoscere esemplari di carpino nero ( in dialetto bresciano, Ostrya carpinifolia il nome scientifico) e roverella (Quercus pubescens). Qui è situata un’area di sosta con panche e tavoli ed il parcheggio riservato ai disabili. In stagione, nel sottobosco a lato della carreggiata, si possono riconoscere le bacche rosse del pungitopo (Ruscus aculeatus), specie frugale e comune sulle Prealpi bresciane. Poco oltre, in posizione panoramica, la strada s’inserisce su un tornante della rotabile che collega Sulzano a Gazzane e Tassano (h. 0,30). Si percorre la strada in salita attraversando le case di Gazzane, molte di recente costruzione, che si mescolano con vecchi edifici rurali realizzati con le variegate pietre trasportate sin qui durante le glaciazioni e grazie alle quali è possibile leggere l’articolata storia geologica di tutta la Valcamonica. Si continua lungo la strada asfaltata che non abbandoneremo fino a Tassano, giungendo presto alla chiesa di S. Fermo, protettore dei contadini (per questo motivo numerose chiese vi sono dedicate), che merita una piccola digressione e da cui si godono meravigliosi panorami su Monte Isola e sulla Corna Trentapassi. Oltrepassata la valle di Vaiorzo, con i suoi numerosi fusti d’ulivo (Olea europea), si arriva a Tassano. Al borgo vi si accede per mezzo della piccola strada che anticipa da sinistra l’abitato e che conduce d’innanzi alla chiesa dei Santi Faustino e Giovita, già patroni del capoluogo provinciale (h. 1,10).


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