4° tratto: Colpiano – Zone


Da Colpiano inizia la salita a Zone, imboccando una via che sembra condurre direttamente in cima alla rocciosa Punta Cunicolo. Gli ambienti nuovi e diversi da quelli incontrati sinora sono più distanti dal lago e meno influenzati dal microclima. Si attraversa la strada che conduce a Zone e si prosegue tra muretti in pietra ed una singolare strettoia nella roccia. Superando le ultime case, la salita (che insiste sulla sinistra idrografica della valle) si fa decisa.

Un paio di vecchi casolari e s’incrocia nuovamente la strada che porta a Zone, nei pressi dell’impianto a fune che trasporta la dolomia estratta dalla cava Calarusso, sul Monte Pura, fino allo stabilimento di Marone per la lavorazione. Dopo pochi metri in discesa sull’asfalto, si avanza lungo una mulattiera acciottolata ai cui lati si trovano numerosi esemplari di nocciolo (Corylus avellana) e qualche castagno (Castanea sativa) che hanno sostituito gli ulivi incontrati fino a poco prima, segno evidente del cambiamento di clima. Ecco apparire, in prossimità di un tornante, le “Piramidi”: grossi “funghi” di terra che testimoniano il passaggio del ghiacciaio dell’Oglio durante la glaciazione würmiana, l’ultima in ordine cronologico. Il ghiacciaio è penetrato inVal Bagnadore con una lingua laterale, creando una barriera e favorendo così il deposito morenico di materiale fine (sabbia, limo e argilla) e grossolano (massi e ciottoli). L’azione erosiva della pioggia sul deposito morenico isola, a poco a poco, grossi massi di roccia. Tali massi esercitano un’azione protettiva, ad ombrello sul materiale sottostante, fino a modellare una colonna di terra: la piramide. Quando il cappello cade, la piramide si disgrega rapidamente.

Dopo l’affascinate vista su quella che dal 1984 è Riserva Naturale Regionale, l’Antica Strada continua ed attraversa la frazione Cislano dove si trova la chiesa del XV secolo dedicata a S. Giorgio, affrescata all’interno e all’esterno. Nei pressi ci sono un punto di sosta, l’inizio dell’itinerario ad anello per la visita alle piramidi ed il centro visitatori, nonché un ampio parcheggio. Si riprende il cammino lungo la strada asfaltata per qualche centinaio di metri, per poi piegare a sinistra tra prati in discesa. Occorre prestare molta attenzione alle tracce poiché il sentiero non è marcato. Qui ci si dirige al fondovalle, fino all’alveo del torrente che si attraversa poco più in basso, su di un ponticello in legno. Una carrareccia risale sul versante opposto, lasciando la cascina di Marse sulla sinistra. Dopo i dolci prati con vista sull’abitato di Zone, ormai prossimo, e sulla Val Vandul, si attraversa la strada che collega la frazione di Cusato. Oltrepassandola, ci si addentra nella Val Rinat, sul cui fondo scorre il torrente che si supererà a breve per ritrovarsi immediatamente tra le case in pietra del centro di Zone (h. 1,50).


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